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sabato, 01 aprile 2006

John Doe

Un insegnante di Boston voleva diventare un attore porno e si è presentato al casting di un film hard. Ma il suo sogno si è trasformato in una costosa disavventura. John Doe, cittadino americano di cui non è stata rivelata l'identità, è un insegnante di 45 anni con un sogno nel cassetto: interpretare film a luci rosse e diventare una pornostar. Quando ha trovato un annuncio per il cast di un film hard, ha pensato di essere sul punto di realizzarlo. Ha telefonato alla casa di produzione ed è stato informato che non era richiesta esperienza e che sarebbe stato pagato 30.000 dollari per le sue prestazioni sessuali davanti alla macchina da presa. "L'unico problema era che il film che dovevo girare aspettava un finanziamento", ha raccontato l'uomo: "Ho parlato con Melissa Johnson dell'ufficio stampa della società di produzione, la Diamond Production, e le ho chiesto quanto denaro servisse. Quindi mi sono offerto, o meglio, sono stato indotto a finanziare il film". Sedicimila dollari dopo, John Doe è ancora in attesa di esordire nel mondo della pornografia. Quando ha provato a rivolgersi alla legge, il procuratore distrettuale gli ha consigliato di rivolgersi all'ufficio per la difesa dei consumatori, che però non ha potuto aiutarlo. "In questi casi non possiamo fare molto", si è giustificato il portavoce dell'ufficio consumatori, "prima di trasferire del denaro ad altri, bisogna assicurasi dell'autenticità dell'affare. Il signore in questione non lo ha fatto: ora può solo sperare che il film si giri e che la produzione abbia il buon cuore di farlo partecipare".
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postato da: ventiquattro alle ore 14:02 | link |
martedì, 14 febbraio 2006

L'ottimismo... è maschio

Secondo una ricerca inglese, le donne che vedono tutto sotto una luce positiva hanno buone probabilità, se in dolce attesa, di dare alla luce un maschietto. Positività che, nello studio, è intesa come pensare di vivere a lungo e vedere con ottimismo il proprio futuro. Secondo i ricercatori, i risultati evidenzierebbero chiaramente come la "percezione che la gente ha del proprio futuro è in condizione di influenzare la proporzione dei sessi dei nuovi nati". Donne in buona salute e in buone condizioni sociali tendono dunque ad avere figli maschi; in situazioni contrarie, invece, pare ci sia una prevalenze di neonate femmine. Come spiegare questa situazione? Secondo gli esperti, quando una donna si sente sotto pressione - e quindi il suo stato mentale non è tutto "rosa" - ha biologicamente più senso che partorisca una femmina, in quanto la femmina sarà a sua volta in grado di riprodursi e perpetuare la discendenza minacciata dallo stress cui la mamma è sottoposta.
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postato da: ventiquattro alle ore 13:12 | link |